L’AUTODIFESA FEMMINILE
Women Reactive Self-defence (WRSD)

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Oggi la donna è finalmente libera di muoversi da sola, in ambienti e ruoli diversi, e questa è davvero una preziosa conquista, da consolidare. Tuttavia, ciò comporta anche una certa “esposizione” all’imprevisto, una maggiore assunzione di rischio, Per la donna vi possono essere mille occasioni in cui dover fare affidamento solo sulle proprie risorse, sulle proprie individuali capacità di reazione, e questo è un potenziale grezzo che va coltivato, addestrato, raffinato.

Un corso di autodifesa personale femminile, per essere davvero efficace in una situazione di pericolo reale, necessita di alcuni presupposti. Innanzi tutto deve essere adeguato, cioè studiato proprio per la donna. Esiste una differenza fisica di genere, che non va però vista solo come mancanza (la donna è meno potente dell’uomo, quindi i suoi colpi sono più deboli!), ma va valorizzata come ricchezza e specificità (la donna è spesso più agile e flessibile, più decontratta e perciò più rapida e immediata, può agire sulla sorpresa). Dunque un corso come questo, con fini evidentemente molto concreti e pragmatici, deve essere sufficientemente realistico, convenientemente calibrato e  personalizzato: le tecniche vanno studiate “su misura”, opportunamente adattate alle specifiche capacità fisiche di ogni allieva, enfatizzando in generale le abilità femminili (reattività, immediatezza, coordinazione, concatenazione e scioltezza), e non insistendo, come purtroppo molti corsi fanno, su tecniche di forza e colpi da K.O. che, se non sono portati con la decisione e l’energia necessarie, servono solo ad irritare ulteriormente l’aggressore, peggiorando la situazione. La donna deve invece imparare per prima cosa a districarsi con lucidità e presenza mentale, a sciogliersi dalle prese, a parare e schivare colpi, e soprattutto, ad avvalersi dell’elemento sorpresa, disorientando l’avversario, giocando sull’aspettativa-stereotipo maschile di “facile preda”, stravolgendo l’orizzonte d’attesa dell’aggressore con una reazione imprevista; la donna aggredita deve sì contrattaccare, ma in modo adeguato alle sue caratteristiche, essenzialmente con la velocità delle reazioni, e con tecniche di disturbo, esercitate in precisi punti sensibili. E’ importante quindi agire in modo mirato, e acquisire una buona conoscenza dei punti sensibili (ed energetici) del corpo umano, per agire su di essi con la giusta pressione, in modo netto e definito, ma senza bisogno di eccessivo sforzo fisica.

 Alla base di tutto c’ è, ovviamente, l’analisi di alcuni elementi base utili ed adeguati di diversi settori di complemento o tratti da discipline marziali, poi codificati in un sistema organico e funzionale dal maestro Gianfranco Giorgi (WRSD); il corso di WRSD trae elementi di supporto dai corsi di Jeet Kune Do e MDS (Military Defence System) della nostra scuola. Il lavoro più grande è quello necessario per l’assimilazione completa ed istintiva della tecnica, che deve rispondere alla minaccia nel modo più reattivo ed immediato possibile. Per far proprie effettivamente le tecniche, sì da usarle in modo istintivo, è necessaria molta pratica: solo un allenamento costante e ripetitivo in settori diversi permette che una tecnica studiata divenga abito mentale, raggiungendo il possesso sicuro di ciò che si sta facendo, in modo che, di fronte al pericolo, la reazione sia rapida e capace di adeguarsi spontaneamente e in modo flessibile alla particolare situazione. E’ bene comunque sottolineare che nessun corso può ritenersi efficace se resta fine a se stesso, senza ulteriori revisioni e aggiornamenti cadenzati nel tempo, con lo scopo di perfezionare e migliorare la propria reattività, lucidità e flessibilità.

Il secondo presupposto, è la padronanza di sé, cioè il saper esercitare un dominio effettivo sulla normale reazione di terrore che sorge di fronte a situazioni di evidente pericolo fisico, e che spesso finisce per rendere la vittima ancora più inerme. Di fatto il panico che segue ad un’aggressione improvvisa imprigiona la tecnica e ne impedisce il naturale fluire, penalizzando l’immediatezza della reazione. Questo è il punto più delicato, ma decisivo, perché lavora sul controllo emotivo, cosa che si riesce ad ottenere solo col tempo, attraverso un reale rafforzamento del sé, con un lavoro di allenamento fisico accompagnato da introspezione, per avere coscienza dei propri mezzi e costruirsi gradualmente una fiducia più sicura nelle proprie risorse. Si deve quindi esercitare un duplice lavoro. Da un lato bisogna saper simulare diversi tipi di aggressione in situazione protetta, con il proprio istruttore in veste di aggressore, prevedendo un addestramento graduale al contatto pieno in ambienti adatti allo scopo; ciò serve ad acquistare, nel tempo, crescente fiducia nei propri mezzi e nelle proprie reazioni, e questo a sua volta determina maggiore lucidità mentale e controllo. Bisogna marcare che il ruolo del maestro è molto difficile e delicato: solo un bravo istruttore, con molta esperienza, è in grado di simulare realisticamente una minaccia, mantenendo però sempre sotto controllo (e indirizzando) l’aggressività dell’allieva, pulsione che è comunque presente, anche se latente e grezza, non lavorata, e perciò tanto più pericolosa perché del tutto incontrollata. Dall’altro lato, l’allieva è chiamata a lavorare sulla propria emotività, cercando la via dentro se stessa, in un percorso introspettivo finalizzato a far emergere proprie paure e i propri limiti, una via che va dalla consapevolezza alla liberazione dai fantasmi interiori, la cosiddetta “tranquillità della mente” . Fondamentali, a tale scopo, sono le pratiche interne della nostra scuola, desunte da tecniche di meditazione buddista e da esercizi di ginnastica interna taoista. E’ da dentro ogni allieva che deve nascere la risposta, il maestro può solo accompagnare, offrire gli strumenti più idonei, indicare e mostrare la via, ma il cammino lo si deve percorrere da sé, con pazienza ed umiltà.

In conclusione, il WRSD è un metodo di autodifesa femminile che vuole soprattutto insegnare a costruirsi una propria base di sicurezza, a fare assegnamento sulle proprie forze, specialmente quelle interiori, portando l’allieva a scoprire, con l’allenamento di tecniche adeguate, calibrate per le caratteristiche fisiche della donna, accompagnate da pratiche interne di supporto, di avere più risorse di quante sarebbe stata disposta a credere prima.

PROGRAMMA DI STUDIO WRSD
messo a punto dal maestro Gianfranco Giorgi

    1. Analisi di alcuni elementi base di Boxe, Kick Boxing, Muay Thai, Chinna (leve articolari, proiezioni, strangolamenti e immobilizzazioni)
    2. Studio dei punti sensibili del corpo
    3. Applicazione di calci medio bassi e altre tecniche di gamba
    4. Applicazioni di leve articolari, proiezioni, strangolamenti, immobilizzazione dell’avversario
    5. Applicazione integrata dei diversi settori studiati, su schemi prestabiliti
    6. Pratiche interne mirate al controllo dell’emotività
    7. Simulazione di aggressioni reali sotto la guida e il controllo dell’istruttore
    8. Elementi di Jeet Kune Do e MDS

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