SETTORI DI COMPLEMENTO

Per aiutare e agevolare l’apprendimento tecnico del Kung Fu Tradizionale e per acquisire istintivamente praticità e familiarità nell’applicazione, soprattutto in situazioni stradali improvvise, di tutto il bagaglio tecnico di cui si dispone (in rispetto della corretta applicazione del principio del Jet Kune Do di Bruce Lee) viene studiato un settore che prende spunto dagli sport da combattimento e da specifici programmi tecnici concentrati ed estrapolati dai vari stili del Kung Fu Tradizionale, settore chiamato “Chinna ”.

Con il termine settori di complemento o settori extra, la nostra scuola vuole intendere lo studio e l’applicazione di tutto il bagaglio tecnico derivante sia da alcuni degli Sport da Combattimento più famosi (Boxe, Kickboxing, Sanda, Muay Thai, Shootboxing), che dal Chinna (proiezioni Shuai ; strangolamenti Shu Ji ; leve articolari Kan Deng).

Questo studio propedeutico risulta prezioso anche nella costruzione di una ottima preparazione atletica, che per un atleta marziale è assolutamente necessaria e che deve essere completa sia sotto l’aspetto della resistenza cardiovascolare, che del potenziamento muscolare e tendineo, dell’elasticità articolare nonché della flessibilità posturale.

Lo scopo di questo insegnamento è quello di permettere al praticante di avvicinarsi per gradi al combattimento reale e totale (definito “stradale”, cioè senza regole) in modo da avere un approccio al combattimento marziale (Gon Sao) meno traumatico sia sotto l’aspetto fisico, a causa dei danni procurati dal contatto pieno, e sia sotto il profilo etico e psicologico.

In questo lavoro molto intenso di apprendimento, l’agonismo viene bandito dall’attività, e seppure ci si avvia per gradi allo scontro duro, l’avversario viene sempre visto non come un nemico da abbattere, ma come lo strumento necessario per permettere la propria evoluzione marziale e non solo, capace di mettere a nudo i nostri limiti, sia tecnici ma soprattutto caratteriali, lo specchio che ci mostra le nostre manchevolezze e ci permette di correggerle. Per questi motivi l’avversario, viene trattato col massimo riguardo e rispetto, proprio con lo stesso spirito che animava gli antichi samurai nel loro addestramento di coppia fra Tori e Uke.

L’artista marziale ha, per educazione e consapevolezza della realtà, una visione profonda e autentica del combattimento, non permette che l’agonismo limiti il suo bagaglio tecnico e quindi la sua espressività e creatività, confinandola in regolamenti che lo inibiscono tecnicamente e psicologicamente tanto da far sì che in uno scontro reale stradale ne risulti addirittura condizionato in negativo. Il Combattimento nel mondo delle arti marziali non è uno spettacolo da ring, ma un rito e come tale deve essere vissuto; ed è soprattutto un momento importante di conoscenza di sé e della realtà: perciò l’addestramento prevede l’analisi e lo studio di tre famosi testi orientali, molto efficaci nella strategia da applicare a seconda delle circostanze e della mutevolezza che nel tempo lo scontro (non solo quello “fisico”) assume, secondo il principio orientale dell’adattamento: I Ching, L’Arte Della Guerra, Il Libro Dei Cinque Anelli.

SPORT DA COMBATTIMENTO

Boxe Occidentale: questo sport ammette solo pugni al tronco e al viso; è molto educativo per chi, alle prime armi, deve iniziare a coordinare i colpi in sequenza rispettando pulizia tecnica e potenza, e questo perché è caratterizzato da un piccolo bagaglio tecnico di colpi, supportato però da un interessante lavoro di schivata, il tutto concentrato solo dalla cintola in su del corpo; risulta perciò efficacemente propedeutico sulla strada evolutiva che porta al combattimento reale (stradale).

Kick Boxing: in questa disciplina sportiva abbiamo l’uso dei pugni come nella Boxe Occidentale e di calci a gambe, tronco e viso. Con l’introduzione all’uso degli arti inferiori si completa ciò che si era iniziato con la Boxe Occidentale. Il praticante, dopo aver imparato a padroneggiare la parte superiore del corpo, inizia ad addestrare la parte inferiore senza bisogno di pensare a cosa sta facendo dalla cintola in su. Questo sport nasce in Giappone e non va confuso con il Full Contact che non prevede i colpi alle gambe e che nasce invece negli Stati Uniti su iniziativa di Bruce Lee e di altri campioni come Chuck Norris, Joe Lewis, Bill Wallace, allo scopo di permettere lo scontro fra praticanti di Kung Fu e di Karate.

Muay Thai: questo sport di origine thailandese viene introdotto nei nostri programmi in quanto arricchisce e completa il bagaglio tecnico che il praticante ha assorbito nello studio della Boxe Occidentale e nella Kick Boxing, insegnando l’uso delle ginocchiate e delle gomitate, insieme alla lotta da in piedi “clinch” senza proiezioni, insegnando il principio della chiusura della misura allo scopo di imbracare gli arti dell’avversario e renderlo innocuo.

Sanda o Sanshou: sport cinese, che prende spunto dalla grande tradizione di lotta dell’antica Cina; ammette pugni e calci al viso, gambe e tronco, insieme a proiezioni di lotta, incrementando ulteriormente il bagaglio tecnico appreso.

Shoot Boxing: questa disciplina ammette pugni e calci a gambe, tronco e viso come nella Kick Boxing; in più prevede le proiezioni di lotta, come nel Sanda, e il combattimento a terra senza colpi ma solo con tecniche di lotta, strangolamenti e immobilizzazioni.

CHINNA

Il Chinna non deve essere considerato come uno stile di Kung Fu, ma come un’estrapolazione del bagaglio tecnico di questa immensa Arte da Combattimento; comprende leve articolari (Kan Deng), proiezioni (Shuai), strangolamenti (Shu Ji).

E’ un settore molto importante per lo sviluppo del principio di fluidità, perché stimola nell’allievo la sensibilità a percepire la forza dell’avversario e a canalizzarla, rivolgendola contro il medesimo, riuscendo a spezzare la forza dell’avversario, impostandolo negativamente e facendogli assumere un equilibrio precario.

L’intero bagaglio tecnico del Chinna si integra perfettamente nell’applicazione con le altre discipline da combattimento sportivo, dando alle stesse un arricchimento costruttivo e invidiabile per ciò che concerne l’approccio al combattimento “stradale” (Gon Sao).