GIANFRANCO GIORGI
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Il mio nome è Gianfranco Giorgi. Sono nato a Monterotondo (RM) il primo luglio del 1965.
Ho iniziato il mio percorso marziale a 8 anni, con il Judo, insieme a due amici fraterni, Carmine e Claudio; ho poi proseguito da solo con la Boxe a 10 anni, e a 12 anni ho intrapreso, ancora una volta insieme all’amico Carmine, la Lotta Libera.

All’età di 14 anni, un evento esterno e casuale segnò la svolta: la scuola di Lotta Libera si trasferì e al suo posto fu aperta una scuola di Kung Fu Tradizionale; così mi ritrovai sulla via che ha segnato profondamente la mia vita e che ancora percorro. Proprio in questa scuola avviene l’incontro significativo con un maestro, proveniente da Genova, allora molto carismatico, ma soprattutto a quel tempo ancora esigente nell’osservazione dei valori fondamentali dell’Arte Marziale  (Rispetto, Lealtà e Rettitudine) e molto severo nella loro applicazione; purtroppo, strada facendo, il successo e la fama offuscò la rigorosa integrità degli inizi, ed egli perse questa iniziale fermezza e limpidezza. Il suo appannamento determinò tra noi prima un deciso e drastico confronto critico, a viso aperto, ed infine portò, per necessità di chiarezza e di coerenza, alla rottura  completa dei rapporti ed alla separazione delle nostre vie, marziali e spirituali. Il mio percorso nella scuola di questo maestro è pertanto durato ventidue anni, fino al 2002, intervallato comunque da periodi di allontanamento per acquisire altrove esperienze diverse, non solo riguardanti il Kung Fu Tradizionale. Credo infatti sia utile sempre seguire più strade, per fare (e poter poi confrontare) esperienze differenti, ampliando il proprio orizzonte mentale, tecnico e spirituale.

In uno di questi intervalli ho avuto il privilegio di acquisire una preziosa esperienza come paracadutista scelto, ricevendo un addestramento particolare, molto specializzato, nel corpo a corpo di tradizione militare, in uno dei settori di punta (reparto anti-Spetsnaz) di quel corpo militare d’elite esclusivo che è la Folgore, con insegnanti che provenivano dagli incursori del Col Moschin e dai corsi di Ardimento, ed altri con esperienze fatte all’estero nel  2° Cec, soprattutto in Corsica, nella  prima base del 2° Rep, i paracadutisti della Legione Straniera. Questo addestramento esperto è stato fondamentale per integrare quanto avevo già appreso dallo studio dei sistemi di lotta orientali, perfezionandoli con l’analisi e la pratica di quelli occidentali.

Nonostante i contatti con vari maestri, di diversa nazionalità e di differenti discipline, ho sempre ritenuto mio unico, vero maestro, il grande Bruce Lee. La ricerca e l’analisi attenta di quanto lasciato da questo personaggio carismatico, è stata la mia vera guida nello studio delle arti marziali, e il percorso scelto è sempre stato all’ombra del suo esempio, evitando di cadere nell’idealizzazione enfatica di tanti maestri in apparenza “fenomeni” straordinari, ma nell’intimo e nella sostanza, fragili e   insicuri. Allo stesso modo, non ho mai sentito l’esigenza di ricorrere a storie assurde, né la necessità di esibire foto accanto a qualche cinese (maestro o “monaco”) compiacente, poi casualmente e misteriosamente partito, scomparso, o comunque opportunamente irrintracciabile… Credo che il mio miglior documento di riconoscimento sia innanzi tutto il mio Kung Fu, motivo per cui ho deciso, contrariamente a tanti, di inserire filmati e non solo foto, e in secondo luogo il mio percorso come essere umano e come insegnante. Sulle orme di Bruce Lee, ho cercato in questi anni di acquisire e analizzare più metodi possibili, bussando a tutte le porte che mi capitavano, senza badare pregiudizialmente al nome famoso o meno di un maestro, al colore della sua pelle, all’abito, ma guardando piuttosto ai risultati concreti e agli insegnamenti, con apertura mentale e curiosità. Così ho seguito a modo mio, andando a cercare ciò di cui avevo di volta in volta bisogno, il più profondo ed essenziale insegnamento del “Piccolo Drago”, applicando il Jeet Kune Do, estraendo da tutto questo bagaglio di esperienze ciò che più si adattava al mio carattere e alle mie capacità psico-fisiche, in modo da liberare il talento che era in me, disegnando la mia strada personale.

Il risultato di questo percorso è stata la nascita della mia scuola di Kung Fu Tradizionale, diretta all’obiettivo di dare all’allievo la possibilità di esprimere il proprio irripetibile genio individuale e di insegnargli a camminare con le sue gambe, dando forza e valore alla sua dignità di singolo.

In questo curriculum appositamente non ho voluto fare nomi: a cosa serve dire di chi si è stato allievo, se poi si è incapaci di comunicare e di insegnare, o di esprimere il bagaglio tecnico che si dice di avere? Pertanto, la mia storia marziale preferisco raccontarla al grande pubblico personalmente, per mezzo delle azioni e dei gesti, mostrando la mia immagine senza schermi né scudi, e riservare, in un secondo momento, agli allievi avanzati, nomi, fatti, riferimenti precisi; come ricorda un antico detto cinese: “Colui che è sincero, non abbellisce; chi abbellisce, non è sincero. “