STILI E SCUOLE
DEL KUNG FU TRADIZIONALE

Nel Kung Fu esistono due scuole fondamentali, con principi completamente diversi l’una dall’altra, la Scuola Esterna (Wai Chia) e la Scuola Interna (Nei Chia)..

Gli stili appartenenti alla Scuola Esterna richiedono, per l’esecuzione delle tecniche, un certo sforzo fisico, e sono in gran parte caratterizzati da azioni spettacolari che presuppongono una buona preparazione atletica. Il principio d’azione che adotta la scuola Wai Chia è quello conosciuto come “camicia di ferro”, in quanto il movimento è veloce e potente, sfruttando  contrazione muscolare ed espirazione (Keng).

“COME IL FULMINE VIENE SEGUITO DAL TUONO”

Gli stili della Scuola Esterna sono molti, circa trecento, ma i più non sono altro che il frutto di discutibili personalizzazioni o addirittura di ricopiature, dove la sola differenza tra un metodo e l'altro può essere rappresentata da una diversa terminologia tecnica o dal semplice diverso nome dello stile. Possiamo dire che gli stili fondamentali, cioè quelli che presentano principi e applicazioni essenzialmente differenti tra di loro, sono soltanto una ventina.

Gli stili della Scuola Interna  si differenziano da quelli della scuola Wai Chia perché nell’azione non viene effettuato alcuno sforzo e nessuna contrazione muscolare. I movimenti devono essere morbidi, controllando soprattutto la respirazione (Chi Kong), che deve accompagnare ogni tecnica. Alcuni stili interni adottano movimenti lenti, altri invece movimenti veloci e sciolti, mantenendo però entrambi il principio del rilassamento, usando il movimento della Non-azione (Wu Wei), della concentrazione e circolazione delle Energie (Ch’i). Si abbandona quindi la tensione esterna, cioè la contrazione muscolare, concentrando l’energia tramite una tensione interna sottile, capace di far fluire l’Energia Vitale (Chi)  in tutto il corpo, secondo il principio del “filo di ferro”.

“COME LE NUVOLE VENGONO SPOSTATE DAL VENTO“

Gli stili interni sono circa una trentina.

Tuttavia, questa suddivisione degli stili è puramente indicativa in quanto, proprio per il principio insegnatoci dal Tao, in entrambe le scuole vi sono riferimenti dell’opposta.

Esiste anche un'altra importante categorizzazione, nata dalle esigenze di adattamento alle condizioni geografiche in cui le arti marziali venivano praticate, quella tra Stili del Nord e Stili del Sud. Nel Nord della Cina venivano praticati stili con posizioni ampie, con un gran numero di tecniche di gamba e di salti acrobatici, che richiedevano agilità ed elesticità. Nel Sud invece, gli stili si sono caratterizzati per un minore utilizzo delle gambe e per posizioni più corte; questo probabilmente a causa del fatto che in queste regioni vi erano molte risaie, in cui era difficile poter utilizzare gli arti inferiori per combattere, con il conseguente sviluppo di tecniche molto potenti, ma basate essenzialmente sull’uso delle braccia.